Riciclo del poliuretano: una scelta ecosostenibile

riciclo poliuretanoIl poliuretano è uno dei materiali più eco-friendly in circolazione.

Quali sono le soluzioni per il riciclaggio di prodotti in poliuretano a fine ciclo di vita?

Incinerazione

Da potenziale rifiuto a fonte di energia; grazie all’elevato potere calorifico residuo “contenuto” nel poliuretano questo si presta perfettamente ad essere utilizzato in termovalorizzatori ad alta energia. Si trasforma quindi in energia evitando di impiegare altre risorse. In paesi caratterizzati dalla capillare diffusione di termovalorizzatori sul territorio, lo smaltimento consente di generare nuova energia e di sostituire con efficacia i combustibili fossili.

Glicolisi

Grazie al processo chimico di glicolisi è possibile ri-ottenere dai prodotti stampati i polioli originari. In buona sostanza, mediante glicolisi si può tornare ad avere le materie prime impiegate per lo stampaggio del poliuretano.

Riutilizzo in polveri

Altra metodologia di riutilizzo di prodotti in poliuretano a fine ciclo che ci è affermata, è la loro “polverizzazione” e successiva dispersione nelle materie prime vergini. Questa metodologia, viene normalmente utilizzata nella produzione di pannelli di isolamento. In questo caso si persegue un doppio vantaggio: il reimpiego di un potenziale rifiuto per migliorare l’efficienza energetica degli edifici.

Frantumazione

Simile al processo di polverizzazione è quello di riduzione dei prodotti in poliuretano in scaglie. Queste scaglie, date la loro forma e le loro dimensioni, servono per la produzione di pannelli ad alta densità che si stanno affermando nei più diversi settori: arredamento, edilizia, nautica. Per le caratteristiche peculiari del poliuretano, questi pannelli sono ottimali per essere impiegati in tutti i casi in cui il pannello si esposto ad acqua o umidità, sbalzi i temperatura, agenti atmosferici.

Questo il presente; per il futuro si prospetta la produzione di polioli (materia prima del poliuretano) ottenuti da CO2. Sono già disponibili sul mercato i primi polioli così ottenuti e, data la attività di ricerca in atto, c’è da aspettarsi che nel volgere di poco tempo si amplierà la gamma di polioli disponibili. Inutile dire che poter ottenere materie prime da CO2 sarebbe quanto di più “eco” si possa immaginare.


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