novembre 2018

Intervista al designer Alessandro Zambelli


Intervista ad Alessandro Zambelli, designer di origine mantovana specializzato in Disegno Industriale e Tecnica dei Materiali presso la Fondazione Cova. Una mente eclettica, creativa e innovativa che da subito dà i suoi frutti vincendo diversi premi a livello internazionale: European Consumer Choice (2011) e NYIGF Award (2012), Premio per l’Innovazione ADI (2014), vincitore dell’Interior Innovation Award 2015, il Premio dei Premi 2015, istituito dalla Presidenza della Repubblica Italiana. Designer al quale abbiamo posto alcune domande sulla tecnologia dei poliuretani strutturali e sulle sue applicazioni.

 

Come ha conosciuto il poliuretano rigido?

Il poliuretano ho iniziato a conoscerlo durante gli studi di design, soprattutto nell’ambito degli imbottiti.

Solo di recente, grazie all’interazione costruttiva con RGS Europa, ho avuto modo di approfondire la conoscenza del poliuretano rigido / strutturale. In particolare su progetti in cui era necessario trovare un materiali duttile e versatile che permettesse di massimizzare il design e l’estetica.

 

Qual’è stato il primo approccio alla progettazione con il poliuretano strutturale?

Su un progetto in particolare abbiamo valutato alcune richieste di sviluppo del cliente e sulle riflessioni fatte in seguito abbiamo ritenuto interessante sperimentare la strada del poliuretano ad alta densità.

 

Che tipo di progetto era?

Il progetto consisteva nella realizzazione di uno strumento nell’ambito delle biotecnologie, in particolare un cabinet con rispettivo monitor dalle notevoli dimensioni e dalle forme morbide. Questo richiedeva l’utilizzo di un materiale che unisse, un notevole impatto estetico a specifiche esigenze di funzionalità, robustezza a facilità di montaggio e pulizia.

 

Come il poliuretano strutturale interagisce con la creatività e la progettazione?

La scelta è spesso dettata dalla tipologia di progetto che si va ad affrontare, dalle  previsioni di vendita del cliente, dai budget e dai lotti di produzione.

Il nostro approccio progettuale parte dalla tecnologia da utilizzare, una volte capite le esigenze del cliente.

Il poliuretano strutturale, così come tutti i materiali, ha le proprie logiche progettuali e le proprie peculiarità, ed è importante valutarle bene preventivamente per avere lo strumento adatto da applicare all’idea che si intende sviluppare.

 

Secondo lei, il poliuretano strutturale dove trova migliore applicazione?

Credo sia molto interessante nelle piccole serie e nella realizzazione di oggetti di grandi dimensioni e con geometrie altamente complesse.

A livello di peculiarità tecniche, il poliuretano ha caratteristiche molto interessanti, come per esempio: leggerezza del prodotto, elevata resistenza agli agenti chimici e atmosferici, possibilità di co-stampare inserti e altri elementi e ottime proprietà meccaniche.

 

Quali sono gli aspetti più importanti, per lei come progettista e per i suoi clienti, per un migliore utilizzo del poliuretano strutturale?

Essendo un materiale non particolarmente diffuso e conosciuto, è molto importante l’affiancamento di un esperto durante lo sviluppo del progetto.

Sicuramente é un contributo importante per avvicinare il progettista o l’azienda a questa tecnologia.

Più in generale, la gestione totale della filiera produttiva da parte dell’azienda: sviluppo modello, realizzazione stampi, stampaggio e verniciatura,  possono garantire al cliente una certa tranquillità.

 

Perché progettare in poliuretano strutturale piuttosto che in altri materiali/tecnologie?

Il poliuretano strutturale, essendo una tecnologia duttile e versatile offre al progettista un materiale plasmabile che rende possibile la produzione in serie di oggetti e semilavorati anche di forme piuttosto complesse.

 

Quali sono gli aspetti peculiari di cui tener conto nella progettazione con il PU?

Nel nostro caso specifico abbiamo trovato interessante la possibilità infinita di personalizzazioni anche in fase di post produzione, la possibilità di integrare grafiche o loghi mediante serigrafia o decalcomanie. Il processo di produzione risulta in buona parte manuale con i suoi pregi e difetti, ma allo steso tempo permette un controllo totale della filiera produttiva.

Altro punto importante di cui tenerne conto fin dall’inizio, sono gli spessori importanti da mantenere in fase di progettazione. Posso essere in alcuni casi un valore aggiunto, ma su oggetti di piccole dimensioni non è escluso che creino alcune difficoltà, per questo il supporto di tecnici esperti possono aiutare nel modo più corretto possibile la delicata fase della progettazione.

Un grande empowerment è stato ottenuto con i costanti e continui scambi con RGS Europa e con i suoi tecnici che ci hanno permesso di sfruttare appieno tutte le peculiarità del poliuretano strutturale.

 

Come vede il futuro del poliuretano?

Dal mio punto di vista le stampanti 3D in futuro potranno essere un possibile concorrente, anche se sarà molto difficile che questa emergente tecnologia  possa realmente minacciare lo stampaggio del poliuretano rigido . Questo anche grazie ai costi contenuti di realizzazione stampi e all’evoluzione dei poliuretani con caratteristiche sempre più performanti.

 

Ringraziamo per la disponibilità il Designer Alessandro Zambelli e invitiamo a scriverci per avere informazioni e approfondimenti in merito alle infinite possibilità del poliuretano strutturale ad alta densità.

http://www.rgseuropa.it/materiali/poliuretano/

 

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